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sabato 9 marzo 2013

Erbe indiane: proprietà e utilizzi

- Amla (emblic myrobalan - uva spina indiana):
Una polvere ayurvedica dalle proprietà straordinarie per pelle e capelli. Sulla pelle esercita una funzione astringente ed illuminante della carnagione, aiuta nel trattamento dei brufoli e purifica a fondo. Utilizzata sui capelli, grazie all'elevato contenuto di vitamina C, ne promuove la crescita e ne previene la caduta, curando allo stesso tempo la cute da eventuali infiammazioni ed aiutando a mantenere i capelli scuri prevenendo l'ingrigimento. Agisce inoltre come condizionante ed anticrespo. 

- Brahmi (foglie di timo in polvere - herpestit monnier):
Potente polvere ayurveda utilizzata contro la perdita ed il diradamento dei capelli. Contribuisce a mantenere i capelli scuri e brillanti. Impiegata anche per combattere la forfora.  

- Heenara herbal hair pack:
Mix di erbe indiane (Foglie Mehendi (36%), foglie di Maka (9%), frutta, Shikakai Amla frutta (5%), Seme Methi, Chal narangi, foglie di neem, Kumari foglie, fiori, Japakusum Mandoor polvere, Behda frutta, Kapur Kachli staminali , foglie, frutta Harde Brahmi, Chandan, Sugandhi Dravya) dalle proprietà condizionanti e nutrienti. Utilizzando questo mix come impacco sulla cute, aiuta a combattere anche il mal di testa.

- Hennè neutro (Cassia Italica):
A differenza delle altre tipologie di hennè, questa erba non colora il capello e non vi penetra, ma crea una barriera esterna aumentando il diametro del fusto. Ne consegue una capigliatura più voluminosa e forte, protetta dagli agenti esterni dannosi. Ideale per trattare i capelli sottili, deboli e con tendenza alle doppie punte. Inoltre rappresenta un valido aiuto per combattere il cuoio capelluto grasso e con forfora.

- Mallo di noce:
Derivato dalla macinatura fine del guscio della noce, questa polvere è utilizzata principalmente come colorante naturale per i capelli, unito ad altre polveri, per dare riflessi marroni. Miscelato all'indigo, si possono ottenere diverse gradazioni di colore. 


venerdì 1 febbraio 2013

Sapone base ed INFO per chi è alle prime armi (Giovanna A.)

Sapone base all'olio d'oliva



Ingredienti: 

500 ml di olio d oliva

Acqua 150 gr
Soda caustica 63 gr(NaOH) Sconto 6%

A nastro:
1 cucchiaino scarso amido di riso
4 ml olio essenziale lavanda


Procedimento:
Pesate gli ingredienti in un contenitore in pyrex, mettete l'acqua e versate la soda. Durante questa operazione indossate guanti, occhiali e una mascherina. Mettete il contenitore con la soluzione di soda e acqua in un posto arieggiato e possibilmente dove nessuno può sbadatamente inciamparci. La soda si versa nell'acqua e non viceversa e a contatto con l'acqua alzerà di temperatura anche sugli 80 gradi. Mettete l'olio pesato in una pentola (va bene anche l'acciaio) e scaldatelo a circa 45 gradi. Quando la soda arriva anche a 45 gradi, unitela all'olio. Date una mescolata con un cucchiaio di legno, non usate metalli. Dopo una mescolata prendete il minipimer e iniziate a frullare. Date dei colpetti con delle pause per evitare di riscaldare il motore del minipimer.
Io alterno minipimer e cucchiaio. Mescolate fino a quando non vedete che il composto diventa più denso e quando raggiungete il nastro, il vostro sapone è pronto. Il nastro è la scia che lascia il minipimer o il cucchiaio quando lo passate dentro al composto. A nastro raggiunto, unite i vostri oli essenziali.
Date un'ultima mescolata con il minipimer e mettete tutto nella vostro contenitore, dove lascerete riposare il sapone per 48 ore.

ATTENZIONE: 
I contenitori devono essere o di tetrapack (per esempio i contenitori del latte) o di legno, ma devono essere rivestiti o da carta da forno o da policarbonato bianco o in silicone alimentare. Quelli di acciaio non vanno bene perché abbassano la temperatura e possono bloccare la saponificazione!
Quando avete versato il composto, coprite con pellicola alimentare e avvolgete il sapone in una coperta. Questo processo è importante, perché permette di non interrompere il processo di saponificazione che si è già innescato quando avete versato la soda nell'olio, e di arrivare a quella fase chiamata formazione del gel, che è importante per avere un sapone non aggressivo. Quando passano le 48 ore, il sapone può essere sformato e tagliato. Poichè la soda è ancora attiva anche dopo le 48 ore, è sempre meglio usare dei guanti per il taglio e la sistemazione nei vassoi (che coprirete con carta tipo scottex o da forno).Dopo 3 o 4 settimane il sapone si può usare, ma più stagiona, meglio è.
Giovanna A.


VIDEO ESPLICATIVO CLICCA QUI!!!

giovedì 1 novembre 2012

Henna & Indigo: come coprire i capelli bianchi (Francesca L.)



COME COPRIRE I CAPELLI BIANCHI CON 2 PASSAGGI, SU CAPELLI DI BASE SCURA con LAWSONIA INERMIS , INDIGO E MALLO DI NOCE


LAWSONIA INERMIS
PRIMO PASSAGGIO


Istruzioni per l’uso!
Io ho i capelli scuri,non neri ma molto scuri.
Ora vi spieghero’ il procedimento che adotto solitamente, facendo 2 passaggi e qualche trucco personale del mestiere ;-)
Prima cosa da fare: prepariamo tutto l'occorrente che ci servira’ :

-1 Ciotola di plastica, ceramica o di vetro
-1 Cucchiaio di legno o di plastica (importantissimo!!! MAI oggetti metallici)
-1 Paio di guanti in lattice (usa e getta)
-1 Crema molto densa e grassa che servira' per ungervi e proteggervi -dall’henne’- la fronte, dietro il collo e le orecchie che si macchierebbero!
-1 Pennello da tinta
-1 Asciugamano vecchio,scuro…io per precauzione indosso sempre dei vestiti vecchi sotto l'asciugamano se avete un grembiulino ancora meglio!
-Giornali da stendere per terra al fine di evitare disastri causati da schizzi in fase di applicazione
-Pellicola trasparente per avvolgere la testa dopo l’applicazione dell’ l'henne' ed eventualmente dell'ovatta per i bordi,cosi’ sarete sicure che non vi coli nulla.
-Infine, naturalmente, vi occorre- in base alla lunghezza dei vs capelli - dell'henne'(LAWSONIA INERMIS) puro senza picramato
-Acqua molto calda oppure infuso di karkade'(io al prossimo impacco provero' con l’ infuso di frutti di bosco) e vi faro' sapere…

Se volete potete arricchire il vostro preparato con :
-1 Cucchiaio (mi raccomando non di metallo) di…
-Aceto di mele o mezzo limone spremuto
-Yogurt bianco
-Miele

Procedimento:
-Versare l'henne' nella ciotola, aggiungendo l'acqua o l’ infuso  un po' alla volta.
-Aggiungere (facoltativo) l'aceto o il limone, il miele o lo yogurt bianco e mischiare fino ad ottenere un impasto omogeneo,non granuloso! Quindi mescolate mescolate…
Non deve risultare ne' troppo liquido perche' colerebbe, ne' troppo denso - avreste difficolta' nell’applicazione-

Applicazione:
-Spazzolare i capelli,con la punta del pennello fare una fila nel centro della testa.. dividendola in due parti..
-Indossare i guanti e spalmare la crema “grassa” sul bordo del viso..fronte,orecchie e nuca ..intingere il pennello nell’henne’ e cominciare ciocca per ciocca a stendere l’impacco partendo dalla radice fino alle punte, in modo uniforme.
-Arrivare all'altezza del orecchio, fermarsi e proseguire nello stesso modo con l'altra parte della testa.
-Fermare questa prima parte di capelli con una pinza e procedere nello stesso modo anche dietro,oppure facendosi aiutare .
-Una volta terminata l’applicazione dell’ henne' su tutta la testa, avvolgerla con la pellicola (tipo domopack per intenderci) e infilare sotto i bordi della pellicola del cotone.
-Non spingere l'ovatta troppo sui capelli .. altrimenti l'impacco verrebbe assorbito e non colorerebbe la zona coperta.
-Avvolgere il tutto in un asciugamano vecchio,..che oltre a proteggerre ulteriormente la testa la manterra’ calda! E il calore, si sa, aiutera' ulteriormente la posa e quindi il rilascio del colore.
-Passate le 4/5ore di posa, procedere al risciacquo. Indossare di nuovo i guanti in lattice e sciacquare molto bene la testa aiutandosi con le mani e con un leggero massaggio della cute fino a che l'acqua non risulti limpida e la vostra testa pulita da ogni residuo di impacco.
-A questo punto non sara' necessario fare di nuovo lo shampoo visto che avete gia' precedentemente lavato i capelli, inoltre l'henne' ha un leggero effetto "assorbente" , quindi i capelli riusulteranno lucidi e puliti...ma a volte un po' secchi ..
-Per evitarlo,dopo il risciacquo, mettere su tutta la testa e lunghezze il balsamo lasciando in posa per alcuni minuti.. poi risciacquo e i miei capelli sono non solo lucidi e puliti ma anche morbidissimi.

Ancora piccoli consigli....
-E’ fondamentale Leggere sempre l' INCI prima di aquistare l’ henne'! Oppure rivolgetevi direttamente al vostro rivenditore di fiducia.

Vi sconsiglio l’aggiunta di olio nel vostro preparato , perche’ come per il capello sporco, unto dal sebo presente sul capello naturalmente, impedira' all'henne' di attaccarsi al fusto dello stesso creando cosi’ una barriera...piuttosto, a volte, aggiungo qualche goccia di olio essenziale o di tea tree o lavanda o rosmarino o limone, ma MAI tutti insieme.

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INDIGO E MALLO DI NOCE
SECONDO PASSAGGIO


......Ora, parleremo della seconda applicazione per coprire i capelli bianchi:
L'indigo come il mallo non necessita di ossidazione, e’ un mix preparabile al momento, applicabile subito su capelli asciutti e semi/puliti puliti. (Vedi henne’ sopra).
La quantita' dipende sempre dalla lunghezza dei capelli.
Indicativamente posso dirvi che per capelli lunghi fino alla spalla piu' o meno (come i miei..),utilizzo 100 grammi di INDIGO e 30 di MALLO DI NOCE.

Occorrente:

-1 Ciotola di plastica, ceramica o di vetro
-1 Cucchiaio di legno o plastica (importantissimo!!! MAI oggetti metallici)
-1 Paio di guanti in lattice (usa e getta)
-1 Crema molto densa, che servira' per ungervi la fronte, dietro il collo e alle orecchie per proteggervi dall’ henne' che macchierebbe la pelle
-1 Pennello da tinta
-1 Asciugamano vecchio,scuro…io per precauzione indosso sempre dei vestiti vecchi sotto l'asciugamano
-Giornali da stendere per terra al fine di evitare disastri causati da schizzi in fase di applicazione
-Pellicola trasparente per avvolgere la testa dopo l’applicazione del mix Indigo e Mallo di Noce' ed eventualmente dell'ovatta per i bordi, cosi sarete sicure che non vi colera’ nulla
-Per finire, naturalmente, vi occorrono polvere di Indigo (chiamato anche henne' nero) puro senza picramato, e del mallo di noce in polvere

Ci sono diversi modi di preparazione
Io mi trovo bene seguendo questo procedimento:


-Preparare un infuso di the' nero e lasciatelo da parte coperto.
-Spalmarsi la crema sui bordi del viso, nuca, fronte etc etc..
-Pesare le polveri, metterle nella ciotola, versarci sopra l'infuso ancora bello caldo(non bollente) e formate una pappetta bella omogenea, ripeto...non deve essere ne' troppo liquido -perche' colerebbe- ne' troppo denso -perche' avreste difficolta' nell’applicarlo.

Si procede alla sua stesura come per l'henne'
-Lasciarlo in posa almeno per 3/4 ore (per la posa e il risciacquo vale lo stesso discorso dell’henne’!)
-Anche in questo caso, lo shampo sarebbe superfluo, ma in caso di necessita, fate una passata di balsamo!
-A questo punto, asciugare i capelli secondo abitudine...

.... Nel mio caso, i capelli assumono una nuance (colorazione uniforme) che varia leggermente dal marrone al color cioccolato fondente .
I capelli bianchi precedentemente trattati con l'henne', che erano risultati rosso/arancio sono completamente colorati della stessa nuance!

In conclusione, coprire i capelli bianchi con le polveri si puo' eccome!!

-Forse richiede piu' pazienza, costanza e frequenza rispetto alla tinta chimica (dipende dalla ricrescita se piu’ o meno rapida) ma credetemi, i vostri capelli vi ringrazieranno ad ogni trattamento! Con il tempo saranno piu’ sani, vigorosi e li vedrete lucenti e corposi!
-Occorre persistere e trovare il proprio “metodo” per questo procedimento, il giusto MIX di erbe e con l’esperienza saprete ricreare di volta in volta la giusta consistenza da dare al vostro preparato.
-Quindi provate,provate provate...fate vari mix, scegliete le percentuali delle polveri, il bello dell'henne' e' che si possono sempre variare le formule a seconda delle proprie esigenze...!

Questa e’ la mia esperienza ,testata su me stessa e basandomi sulle esigenze del mio tipo di capello.

Ho deciso di condividere con tutte voi queste mie sensazioni ed esperienze positive…al fine di trasmettervi un po’ di quella magia che solo la natura puo’ offrirci..

Spero di essere stata esauriente e chiara nell’esposizione ..diversamente segnalatemi tranquillamente discordanze o anche qualche vostro consiglio al riguardo!
Ciao a tutte!! Francesca



mercoledì 24 ottobre 2012

Make-uppiamoci naturalmente!(Laura G.)

MagicAlchimia Make Up


La domanda sorge spontanea: perché autoprodurre in casa anche il make-up?
Innanzitutto il trucco minerale è da preferire soprattutto da quelle persone che presentano problematiche della pelle come allergie, dermatiti, acne, brufoli, punti neri, couperose etc., in quanto questo tipo di trucco non occlude i pori, lascia la pelle libera di respirare ed è privo di sostanze allergeniche.
In secondo luogo, spesso il make-up minerale è difficile da reperire, soprattutto per chi non vive nelle grandi città e la gamma di prodotti e di colori è di frequente abbastanza limitata.
Infine, il trucco naturale non solo rispetta voi, ma anche l'ambiente!
Quali sono gli ingredienti del trucco minerale? Ecco una veloce panoramica:
Biossido di titanio rende il trucco coprente e scrivente. Di colore bianco, non crea problemi a condizione che non venga inalato in grosse quantità! Si tratta di un ingrediente fondamentale che però può essere sostituito con ossido di zinco, carbonato di calcio o zinco stearato.
Amido ha uno spiccato effetto assorbente e può essere sostituito da talco e carbonato di magnesio.
Ossidi e ultramarini servono a colorare il nostro make-up. Sono insolubili in acqua e restano in sospensione nei grassi se ben stemperati. Sono colori opachi e non sono lip safe se contengono ferrocianuro e ossido di cromo (solitamente presenti nel blu, viola e verde).
Miche si tratta solitamente di un misto tra mica ed ossidi e donano lucentezza al trucco. Perdono lucentezza se tritate.
Ocre si tratta generalmente di argilla colorata con ossidi.

domenica 21 ottobre 2012

La scia bianca (Rosella P.)






Lampante esempio di scia bianca!



Cos'è la scia bianca?

Quando la nostra crema fai-da te è pronta e andremo a spalmarla, noteremo che si formerà una schiuma sulla pelle, una lunga scia che va massaggiata per essere assorbita. Come se la pelle rigettasse la crema. Più la pelle è idratata più avrete quest'effetto. E' quindi un fatto molto soggettivo,  può capitare che la stessa crema faccia scia bianca su di voi e non su una vostra amica. Capita addirittura che spalmando una crema sulle gambe faccia scia ma sul seno e sul viso no...

Da cosa dipende? 

Oltre al sopra citato fattore soggettivo, ci sono un paio di cosette tecniche che influiscono molto: il gelificante e l'emulsionante.
La gomma xantana è uno dei gelificanti più semplici da usare, e più diffusi, ma è anche una dei maggiori colpevoli.
Sugli emulsionanti c'è da dire che quasi tutti quelli cerosi danno scia bianca, ad esempio: l'acool cetilico (co-emulsionante) o anche il montanov 68 o l'olivem 1000.
Un suggerimento tecnico per ovviare al problema con la xantana è quello di lasciare idratare il gel anche tutta la notte prima di scaldarlo e incorporarlo agli oli. Quindi pesiamo la nostra acqua, ci spolveriamo sopra la xantana e lasciamo lì. Se al mattino avremo grumi, baserà frullare col minipimer. Dopo potremo aggiungere anche la glicerina.
Per quello che riguarda gli emulsionanti, se odiamo la scia bianca, scegliamo quelli non cerosi come la cera numero 3 di Aroma-zone o il cetearyl glucoside. Oppure optiamo per un emulsionante a freddo, che non da questo incoveniente.
E poi... attenzione alla cascata! Una buona cascata, con un gelificante diverso dalla xantana (ad esempio il carbomer, poco consigliato a chi è alle prime armi perchè richiede un lavoraccio) e emulsionanti non cerosi darà una bella crema.
E infine sperimentiamo! La scia bianca è data anche da fattori soggettivi, quindi sarà la nostra pelle a dirci cosa andrà meglio per noi...

Potrete trovare info sugli ingredienti citati in questo post e le loro caratteristiche qui ---> CLICK

martedì 16 ottobre 2012

Quali oli scegliere per la pelle grassa? (Rosella P.)

Scegli gli oli vegetali adatti a te...



Come comportarci quando formuliamo una crema?
Per prima cosa partiamo dalla fase grassa... sarà la cascata, infatti, a dare alla nostra crema la giusta texture... e sarà la quantità di oli e burri a fare della nostra creazione una crema più o meno adatta alla nostra pelle.
Dunque, prenderemo la tabella della densità e su quella lavoreremo (
http://lola.mondoweb.net/viewtopic.php?f=27&t=6883) . Ma c'è un altro fattore da prendere in considerazione... ogni olio ha una sua composizione. Composizione che, ne fa un olio più o meno adatto alla nostra pelle. Chi ha una pelle tendenzialmente acneica deve prendere in considerazione due fattori in particolare: la percentuale di acido oleico e linoleico di un determinato olio. Mi spiego con un esempio: l'olio di macadamia è un olio ottimo, se andiamo a guardare la densità vedremo che è un olio medio. Bene, possiamo aggiungerlo alla nostra crema solo in base a questo? No, perchè l'olio di macadamia è uno degli oli più ricchi di acido oleico in assoluto.
Chi ha la pelle grassa dovrà considerare che più un olio è ricco in acido oleico, meno quell'olio sarà adatto alla propria pelle 
Sapendo che gli oli che maggiormente fanno bene alla pelle grassa sono gli oli con una maggiore percentuale di acido linoleico e minore di acido oleico, quali sono in soldoni gli oli più adatti alla pelle grassa?
Ne facciamo una lista, per semplicità d'uso. Ci teniamo a specificare che la lista non ha pretese di esaustività, ma vuole essere semplicemente uno strumento per trovare velocemente gli oli più indicati, e di più facile reperibilità in commercio, per la pelle grassa.  


OLI PESANTI

Cotone
Densità 923 Acido Oleico 19 Acido Linoleico 54

Ribes nero
Densità 925 Acido Oleico 9 Acido Linoleico 47

Rosa Mosqueta
Densità 925 Acido Oleico 14-16 Acido Linoleico 43-46

Soia
Densità 925 Acido Oleico 24 Acido Linoleico 54

Vinaccioli
Densità 925 Acido Oleico 12-25 Acido Linoleico 60-75

Canapa
Densità 936  Acido Oleico 7-15 Acido Linoleico 43-62

Ricino
Densità  962 Acido Oleico 2 Acido Linoleico 1

OLI MEDI

Cartamo
Densità 921 Acido Oleico 10-13 Acido Linoleico 72-80

Girasole
Densità 921 Acido Oleico 16-30 Acido Linoleico 58-72

Germe di grano
Densità  921 Acido Oleico 12-39 Acido Linoleico 30-57


Borragine
Densità 915 Acido Oleico 16-20 Acido Linoleico 35-38

Enotera
Densità  913 Acido Oleico 5-11 Acido Linoleico 70-77


I dati sulla composizione degli oli sono stati tratti dal forum L'angolo di Lola, tranne che per l'olio di canapa (dato tratto dal sito Aroma-zone)

lunedì 15 ottobre 2012

Come fare una crema (Rosella P.)

Let's study!



Per fare una crema, bisogna innanzitutto sapere che è composta da tre fasi. C'è una fase A, acquosa; una Fase B, grassa; una Fase C dove andremo ad aggiungere le nostre sostanze attive, cioè quelle sostanze che oltre agli oli e all'acqua andranno ad idratare e andranno ad ottenere lo specifico risultato che vogliamo.
Mentre la fase A e la Fase B sono a caldo, la fase C è a freddo, cioè da aggiungere alla nostra crema già emulsionata. Ma cos'è un emulsione? L'emulsione è quello specifico passaggio che ci permette di unire la nostra fase grassa alla nostra fase acquosa. E come si ottiene? Semplice, con un emulsionante! In commercio ce ne sono tantissimi, olivem 1000, lamecreme, anche la cera d'api se in quantità sufficiente può fare da emulsionante...
Ecco dunque da dove cominciare a pensare la nostra crema: La fase B

La fase B
La fase grassa ,composta da oli e burri, sarà quella fondamentale per ottenere una buona crema, con una buona texture e la compattezza desiderata.
Per fare una bella crema non basta mettere un olio a casaccio, ovvio- sarebbe troppo semplice!- ma dovremo ideare la famosa cascata di grassi... che vuol dire? Che in base alle nostre esigenze dovremo individuare gli oli e burri più adatti, e che di ognuno dovremo mettere una precisa quantità. Prima di metterci a creare, però, ci sono un paio cose da sapere: più burri metteremo, più la nostra crema sarà compatta e ci darà un effetto di pesantezza, quindi non possiamo mettere solo burri; più oli ci saranno più la crema sarà setosa e spalmabile, ma dopo qualche ora sarà facile che ci tiri fuori l'unto.
Quindi per avere una buona texture e una buona compattezza, dovremo mettere un po' di tutto. Adesso, sapendo che esistono oli pesanti, medi e leggeri ( vedi tabella) a seconda di come vogliamo la nostra crema dovremo mettere se vogliamo, ad esempio, una crema per pelle grassa, una maggiore quantità di olio leggero e da lì a scendere, come se fosse una cascata. Se decido di mettere 4 grammi di jojoba, metterò 3 di oliva 2 di ricino e 1 di burro di karitè.
Anche gli emulsionati vanno nella fase b, quando andiamo a preparare una crema, basterà decidere quanto la vogliamo densa e calcolarne la quantità (ad esempio, olivem 1000 ha un dosaggio da scheda tecnica dal 5 al 10% se voglio una crema fluida ne metterò 5 grammi, se la voglio molto compatta ne metterò 10)
Ordunque, una volta decise le nostre quantità non abbiamo che da pesarle, metterle in un contenitore (possibilmente in vetro) e mettere il tutto a bagnomaria. Quando i grassi si saranno tutti liquefatti, saranno arrivati, probabilmente, alla temperatura di 70 gradi, che è l'ideale per la nostra emulsione.
Una volta decisa la mia fase B, potrò passare alla fase A.

Fase A

La fase A è la fase acquosa, è composta da un gelificante, glicerina e acqua. La cosa è semplice: si pesa il gelificante, si mette nell'acqua si aspetta che gelifichi e si aggiunge la glicerina. Oppure si può mischiare glicerina e gelificante, aggiungere acqua calda dare una frullata col minipimer e il nostro gel è bell'e pronto! Mettiamo il tutto a bagnomaria e aspettiamo che si scaldi.
Abbiamo una vasta gamma di gelificanti in commercio, e cambiano molto la qualità della nostra crema, il più semplice da usare è la gomma xantana, che consiglio a chi è alla prime armi. La quantità di gelificante andrà ad influire sulla compattezza della nostra crema, e sulla sua texture. Quindi bisogna scegliere con cura il nostro gelificante, conoscere la scheda tecnica e sapere esattamente cosa vogliamo dalla nostra crema.
La glicerina aiuta la gelificazione del fase A ed è idratante ed umettante, le quantità sono queste*:
Creme mani: dal 10 al 20% (tenendo conto del fatto che ad alte percentuali di glicerina corrisponderà un maggior effetto riparatore della pelle rovinata, ma anche una minore assorbibilità del cosmetico)
Creme corpo: tra il 5 e il 10% (tenersi più bassi quando si sa che si deve sudare altrimenti ci si ritrova tipo anguille)
Creme viso: tra il 3 e il 5% (mantenersi sul 3% nei cosmetici per pelle grassa, sul 5% per pelle secca)
Sieri acquosi viso: tra il 3 e l'8% (tenersi bassi se si è in presenza di pelle grassa o nella stagione estiva, più alti in inverno e in presenza di pelle secca).
E l'acqua? Innanzitutto dobbiamo usare l'acqua distillata, poi per decidere la quantità dovremo regolarci così: una volta ideata la mia fase grassa, la mia fase C e decisa la mia quantità di gelificante e glicerina, potrò finalmente calcolare la mia acqua. T
utte le mie ricette io le dovrò ideare per 100 grammi, quindi per capire quanta acqua mi occorre basterà sommare tutte le quantità di grassi, attivi, gelificante e glicerina. Una volta ottenuta questa somma, dovrò fare meno 100. Mettiamo che la somma ottenuta sia 64, basterà fare 64 – 100, il risultato sarà la mia quantità di acqua.
Bene, ora che il nostro gel è pronto, possiamo passare all'emulsione.
NB la fase acquosa è da preparare prima della fase grassa, perchè quando andremo ad emulsionare la nostra fase A dovrà essere più caldo della fase B.

L'emulsione

La fase grassa si è liquefatta, la fase acquosa è bella calda... molto bene. Adesso non ci resta che prendere la fase acquosa e versarci dentro una metà della fase oleosa, prendiamo il minipimer e cominciamo a frullare per qualche secondo, il composto comincerà a sbiancare. Prendiamo l'altra metà, versarne il resto nella fase acquosa. Passiamo al minipimer. La crema è pronta.
NB Bisogna sempre stare attenti alla scheda tecnica dell'emulsionante, perchè alcuni richiedono di versare la fase B in A ed altri richiedono invece il contrario.

Fase C
Gli attivi, oltre agli oli appositi, sono le sostanze funzionali che fanno della nostra crema, esattamente la crema che ci serve. Sono, inoltre, tutta quelle sostanze che non possiamo mettere a caldo, perchè deperibili. Ad esempio: oli essenziali, propoli, vitamine. Per scegliere un attivo dovremo pensare a quello che vogliamo dalla nostra crema e scegliere di conseguenza.





*Informazioni tratte dal forum “L'angolo di Lola”

Potrete trovare info sugli ingredienti di questa ricetta e le loro caratteristiche qui ---> CLICK
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